lunedì 11 dicembre 2017

Dispaccio: Scuola di formazione "Rifondare l'Europa"

Noi del blog abbiamo il piacere di invitarvi alla "scuola di formazione" che abbiamo organizzato assieme ai partner: le associazioni culturali Il Laboratorio, Poesia Attiva, Dialexis, la casa editrice Alpina.

RIFONDARE L’EUROPA

SEMINARI SUL TEMA

INTELLIGENZA ARTIFICIALE  E NUOVA VIA DELLA SETA.


Coordinati da Riccardo Lala e Daniele Barale

Il Laboratorio, Via Carisio 12, Torino

Informazioni presso:

info@alpinasrl.com tel 3357761536 - il_laboratorio_1982@libero.it tel 3283976265

Questa serie d’incontri è dedicata a studiare e a dibattere alcuni grandi temi della politica e della cultura in Europa seguendo anche, in modo critico, le tracce: (i) del Libro Bianco sull’ Europa presentato quest’ anno dalla Commissione; (ii) gli allegati a quel Libro Bianco; (iii) il Discorso sullo Stato dell’ Unione di quest’anno del Presidente Juncker e (iv) il Discorso della Sorbona di Emmanuel Macron (v) la Dichiarazione di Parigi, Un’Europa in cui possiamo credere (la Dichiarazione).

Il metodo sarà quello della discussione aperta e a 360° fra i partecipanti, innescata dalla distribuzione di una sintetica traccia e di una bibliografia (cartacea e digitale) di carattere veramente ecumenico, con il metodo a campione. Sono apprezzati interventi di testimonials e relazioni dei partecipanti. Con questo metodo, intendiamo contrastare la nefasta tendenza che esiste oggi in tutti gli ambienti a limitare la comunicazione in direzione top down, restringendo al massimo la partecipazione e il dibattito. Questa tendenza è particolarmente grave nei giovani, da un lato perché è contraria alla natura stessa della gioventù, e, dall’altra, perché prepara una società di automi, che si priva da sola della libertà, prima che qualcuno gliela tolga (la servitù volontaria di Le Boétie).

Riteniamo fondamentale stimolare uno studio non conformistico della “questione Europea” e la ricerca in comune di soluzioni innovative e decisive, coinvolgendo i giovani e gl’intellettuali. I veri problemi dell’ Europa sono tutt’ora senza risposta: l’ inadeguatezza culturale dell’ attuale Unione di fronte alle sfide attuali; la crescita economica insufficiente, non soltanto per mantenere almeno l’attuale posizione rispetto ai BRICS, ma anche per evitare un sostanziale impoverimento generalizzato di fronte all’ inflazione (che comunque è intorno all’ 1%), e all’ obsolescenza tecnologica (pesantissima); l’assenteismo sul fronte del controllo delle nuove tecnologie e degli abusi delle multinazionali del web. Tutto ciò porta alla presente macroscopica situazione di disoccupazione, di sottoccupazione, di proletarizzazione e di crisi esistenziale della maggior parte della popolazione (in Italia, solo il 53 % della popolazione è attualmente sul mercato del lavoro, mentre resta fuori quasi la metà). Come ha affermato il Sommo Pontefice all’ Università Roma 3, “Dicono che le vere statistiche dei suicidi giovanili non sono pubblicate, si pubblica qualcosa ma non quelle vere”. Quindi, “la mancanza di lavoro mi porta, mah vado dall’altra parte e mi arruolo nell’esercito del terrorismo, almeno ho qualcosa da fare e do’ senso alla mia vita: è terribile!”.

Si tenterà perciò, da un lato, di approfondire i principali temi affrontati da Juncker, dal Pontefice e dal Presidente Macron, che sono anche quelli più importanti nella nostra vita in comunità, e dall'altra, di ricercare qualche soluzione, in vista di un’azione concreta nella società, che i movimenti di base, e in particolare il Movimento Europeo, potrebbero e dovrebbero intraprendere. Lo sblocco dell’attuale situazione si può trovare solo in un atteggiamento radicalmente nuovo e diverso, da un lato, verso le nuove tecnologie, e, dall’ altro, verso i popoli a noi vicini dell’ Eurasia.

Si tenterà di evitare le pretese sistematiche, le prese di posizione prefabbricate, e, soprattutto, le retoriche ufficiali, ricercando, nella misura del possibile, le diverse fonti, specie cacofoniche, disponibili nell’ editoria e nel web, e avanzando ipotesi interpretative non convenzionali.

Gli incontri si articoleranno attraverso un corpo centrale, dedicato a tre aree principali d’interesse, da noi prescelte in quanto ci appaiono centrali ma pressoché sconosciute: quelle della storia e struttura della crisi europea, del post-umanesimo e della Nuova Via della Seta, più il presente incontro introduttivo ed uno conclusivo (PARTI I e V), in cui si ritornerà a parlare di politica europea, e, in particolare, di partiti e movimenti..

Ciascun incontro, che avrà un andamento seminariale, sarà a sua volta suddiviso in alcune “pillole”, per semplificare la comunicazione sul web, gl’interventi e/o le domande. Ciascuna “pillola” dovrebbe essere anticipata da una breve sintesi corredata da una succinta bibliografia e da link che permettano ai fruitori di acquisire ulteriori elementi d’informazione e formazione.

A seconda degli argomenti e delle necessità, verranno coinvolti “testimonials”. Chi dei partecipanti lo desidera potrà proporsi per sviluppare particolari temi. Il tutto sarà poi filmato e circolarizzato sul web.

Obiettivi:

-diffondere una consapevolezza critica dei temi più urgenti;

-creare un network di persone motivate e informate, capaci di sviluppare autonomamente specifici temi;

-stimolare la creazione o l’elaborazione di opere di ricerca e/o divulgative;

mantenere contatti con la scuola, l’accademia e la politica;

-contribuire al rinnovamento culturale e generazionale delle associazioni europeistiche.

Riccardo Lala, nella sua lunga esperienza lavorativa, è stato dirigente di imprese multinazionali italiane ed estere, funzionario delle Comunità Europee a Lussemburgo, editore, scrittore e blogger. Ha pubblicato opere sulle politiche europee di sviluppo, sulla storia della cultura europea e sui rapporti fra Europa e Cina.

Daniele Barale, giornalista e studente universitario presso il Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università di Torino, è stato promotore, in questi ultimi anni, di incontri e convegni con importanti intellettuali italiani chiamati a Torino nel corso di numerosi eventi culturali.

Programma

ore 10, via Carisio 12, presso la sede dell'associazione Il Laboratorio


16 dicembre 2017 - PARTE I

PRESENTAZIONE DEL SEMINARIO

Al di là delle retoriche dell’ Europa

Europa e nuove tecnologie

Verso la Nuova Via della Seta


16 dicembre 2017 PARTE II

L’EUROPA DOPO BREXIT












Gennaio 2018 - PARTE II

DIALETTICHE DELL’INTEGRAZIONE

Le radici dell’ Europa

Gli “Europaioi” nel mondo antico

Fra Bibbia e multiculturalismo

Pace Perpetua e colonialismo

Le due fasi dell’ integrazione europea

A cavallo della IIa Guerra Mondiale

Comunità Europee e Unione Europea

Le Istituzioni così come sono

I problemi dell’integrazione

Un’”identità poliedrica”

L’eterna crisi economica













Febbraio 2018 - PARTE II

I DIBATTITI IN CORSO

L’Europa e il resto del mondo

Trump e l’ Europa

Le periferie del mondo

Cina e Russia

L’economia europea

Una costituzione per l’ Europa?














Marzo 2018 - PARTE III

LA NASCITA DELLA TECNOLOGIA DALLO SPIRITO DELLA TEOLOGIA.

EUROPA E POSTUMANISMO

Cos’è il post-umano?

Qualche elemento storico

Il Golem

Dalla secolarizzazione alla religione di Internet

La Nuova Atlantide

Cosmismo e avanguardie

L’inveramento del Superuomo (Teilhard de Chardin e il Punto Omega)
















Aprile 2018 – PARTE III

DATISMO E TECNO-UMANISMO

Libero arbitrio e servo arbitrio

Che cos’è la libertà?

Che cosa rende l’uomo umano?

Oggi, c’è libertà?

Il “totalitarismo invertito”

Totalitarismi e libertà (da Voegelin a Wolin)

Informatica e pensiero unico

Imbrigliare l’intelligenza artificiale

Enhancement e autocontrollo

Arti marziali ed esercizi spirituali

L’azione dello Stato













Maggio 2018 - PARTE IV

L’ EUROPA E LA VIA DELLA SETA

VECCHIA E NUOVA VIA DELLA SETA

Nozioni di base sulla Via della Seta

Il nuovo equilibrio mondiale eurasiatico

Una “via” italiana (Polo, Ricci, Castiglione, Tucci, Ricci, Puccini)

Cosa manca all’ economia europea?

Un’”economia della conoscenza”?

Un’”economia della cultura”?

L’Europa come destinazione turistica

La questione degli investimenti extra-europei
















Giugno 2018 – PARTE IV

SULLE ROTTE DI MARCO POLO

Che fare con la Cina?

Ambiguità del concetto di “Tian Xia”

Un’Europa allo sbando

L’Eurasia come ancora di salvezza?

“Fare politica” in Eurasia

La “Via della Seta Culturale”

Le trattative Vaticano-Cina

Cultura e turismo

Finanza e tecnologie

La Banca Asiatica per gl’Investimenti Strutturali e il Fondo Europeo per gl’investimenti strutturali

Un web europeo ed eurasiatico?

Ripartire con la Russia e la Turchia?













Luglio 2018 - PARTE V 

I PARTITI, I MOVIMENTI E L’EUROPA

I partiti europei

I gruppi politici del Parlamento Europeo

L’antipolitica

Il discorso della Sorbona del Presidente Macron

Il Movimento Europeo

Costituzione e Europa dei giudici

“à la carte” esiste da sempre

La lotta politica in Europa

L’Europa Centrale e Orientale fra l’Unione Europea e l’ Eurasia

I Movimenti nel vuoto dei partiti

Un nuovo spazio per l’Europa nel mondo







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domenica 10 dicembre 2017

Obice: Economia per chi ama la libertà/1: Baratto, moneta e banconote

Dai tempi di Machiavelli – anzi, da quelli di Tucidide – è sempre toccato a coloro che scrutano per mestiere la natura della politica – anche ai più umili artigiani di questa professione – il duro privilegio di chiamare le cose con il loro nome e di aiutare gli uomini a non confondere la realtà effettuale con i propri sogni

Gianfranco Miglio

Inizia qui la piccola avventura per arrivare al “livello zero” di quella strana cosa chiamata economia e che tutti vorrebbero controllare come se fosse uno smartphone; parto dal baratto e dal concetto di valore usato per generare uno scambio, per proseguire in quella che è la normale conseguenza, cioè la moneta. Parlerò di moneta fiat solo in modo accennato rimandando la descrizione delle conseguenze di questo strumento al capitolo dedicato ad inflazione, risparmio e interessi.

Il contratto

La prima forma di accordo tra una o più persone che si è vista nella storia è, molto probabilmente, quella della schiavitù; una cosa che ricordo spesso alle persone che mi parlano di disoccupazione è che l’unico periodo storico in cui la disoccupazione è stata allo 0% è durante l’Antico Egitto, con questa strana forma di “assunzione” da parte di quello che potremmo chiamare “lo Stato di quel periodo” e con una sorta di “reddito di cittadinanza” e di “sanità pubblica” piuttosto arcaica ma molto innovativa per l’epoca. Questo per dire di fare attenzione a quello che si desidera perché quando si avvera occorre accettarne le conseguenze.

Questa breve digressione storica mi serve per poter parlare del contratto come forma di accordo pacifico tra le persone, usato per scambiare beni. L’accordo pacifico porta a definire un valore per il bene che viene scambiato, secondo quanto stabilito dalle parti, e si arriva così al concetto di baratto.

Il baratto

Il baratto non è altro che lo scambio di beni o servizi tra due persone, ovviamente vi sono alcuni problemi come il fatto che non tutti sono disposti ad accettare la merce proposta come pagamento o che all'aumentare delle persone il baratto diventa sempre più inefficiente.

Questo viene definito come “doppia coincidenza dei bisogni”, la soluzione che si è trovata è quella di un nuovo accordo; è cioè stato trovato un mezzo che fosse accettato da tutti e quindi potesse essere usato come mezzo di pagamento comune, si ottiene quindi quello che prende il nome di merce moneta.

La merce moneta

Ci ritroviamo ora in una situazione in cui una merce, un oggetto raro che tutti vogliono, viene utilizzato come riferimento negli scambi, ottenendo quello che viene chiamato merce moneta.

Ovviamente non tutte le merci possono essere usate come moneta perché non tutte le merci vengono pacificamente riconosciute come tale, cioè non sono un bene che tutti vogliono avere. Poco fa mi sono limitato a definire questa merce come un “oggetto raro” ma, per essere più precisi, si possono trovare 5 caratteristiche essenziali:
  1. divisibile: per ovvie ragioni deve essere facile poter arrivare ad una precisione ragionevole del valore, e quindi del prezzo, del bene che si vuole commerciare;
  2. portatile o trasportabile: è infatti necessario poter trasferire, per le più svariate ragioni, il proprio capitale che si vuole utilizzare per compiere acquisti o che si è appena ottenuto tramite una vendita;
  3. conservabile: se la moneta non fosse un materiale durevole nel tempo perderebbe il suo valore o la sua consistenza e questo non permetterebbe un risparmio. Il risparmio definito come conservazione del valore, cioè la possibilità di prevedere che in un certo futuro questa merce che io ho oggi verrà accettata in cambio di un determinato quantitativo di un altro bene, è una delle caratteristiche a cui si bada poco (soprattutto mentre si è alla ricerca dell’inflazione) ma è una caratteristica fondamentale;
  4. riconoscibile: se non fosse possibile riconoscerne il materiale, la qualità o l’autenticità una parte della popolazione non la vorrebbe e quindi perderebbe il suo valore;
  5. scarsa: se questa merce fosse disponibile a tutti e con facilità allora non avrebbe nessun valore e non sarebbe possibile acquistare nulla per il semplice fatto che il venditore non l’accetterebbe perché non saprebbe cosa farsene.
Non si può, quindi, utilizzare una banana o una noce come merce di scambio; nei secoli si sono susseguiti diversi materiali come le conchiglie, il sale, i diamanti e i vari metalli preziosi in quanto capaci di soddisfare molto bene queste caratteristiche.


Siamo ora arrivati a quel periodo storico in cui i commerciati utilizzano dei piccoli dischi d’oro per pagare e per ricevere pagamenti, ritrovandosi con alcuni problemi di sicurezza. Viene quindi inventato un posto bello e sicuro in cui i commerciati depositano il proprio oro e in cambio ricevono un pezzo di carta in cui viene indicata la quantità depositata.

La nota di banco

Nasce così la possibilità di pagare con dei pezzi di carta il cui valore è garantito dalla banca che lo ha emesso.

Ora, caro lettore, fermati un attimo a pensare a quale enorme potere è dato a chi fornisce questi pezzi di carta, in caso di monopolio potrebbe controllare il commercio di un intero territorio e se nessuno lo controlla questo monopolista non fa molta fatica a scrivere 1000 dove sarebbe giusto scrivere 1, con un piccolo sforzo in più è possibile capire che nella storia recente questo monopolio è stato acquisito dallo Stato.

L’idea geniale dello Stato è stata “perché devo dare indietro dell’oro a chi mi porta i suoi pezzi di carta quando posso dargli alti pezzi di carta?”

La valuta fiat

Questa è una banconota


questa è una banconota


questa non è una banconota


Fiat è una parola latina e tradotta letteralmente significa “e così sia”.


Ora non dovrebbe essere difficile immaginare cosa accade se da un giorno all'altro (o anche da un anno all'altro) viene aumentata la quantità di moneta, che ora sappiamo necessita di essere limitata. Se c'è più disponibilità di moneta questa avrà meno potere d'acquisto, chi mi vende un prodotto ne vorrà di più in forza della diminuita scarsità.

Alla diminuzione del potere d'acquisto diminuirà anche quello che poche righe più su ho chiamato conservazione del valore, si può riassumere tutto questo dicendo che all'aumentare della moneta circolante (inflazione) diminuisce il potere d'acquisto della moneta risparmiata nel tempo, o come piace di più a me "l'inflazione è una tassa sulla povertà".

Di quali siano le conseguenze dell’utilizzo della moneta fiat e di come attualmente venga creata ne parlerò nel post dedicato all'inflazione, per i più curiosi o per chi vuole approfondire l'argomento riporto alcuni numeri e dei link, per ora mi fermo a dire che solo le banche che vengono chiamate “centrali” hanno il potere di creare nuova moneta e cederla agli stati in cambio di titoli o di asset.

FED:
Bilancio nel 2008: 800 miliardi di dollari, bilancio nel 2017: 4500 miliardi di dollari. Per un totale di 3600 miliardi di dollari stampati (un sesto del PIL USA).

BCE:
Bilancio nel 2008: 700 miliardi di euro, bilancio nel 2017: 3700 miliardi di euro. Per un totale di 3000 miliardi di euro stampati (circa 4000 € per ogni cittadino europeo).

BOJ:
Bilancio nel 2001: 50000 miliardi di yen, e ora si parla di quadrilioni (ridicolo), in sostanza è stata decuplicata la base monetaria in 15 anni.

Oltre 11 trilioni di $ creati in 8 anni: beneficiari, effetti e possibili conseguenze del QE

Global Economic Briefing: Central Bank Balance Sheets

GRAPHIC-Global QE now a record $180 bln a month thanks to ECB, BOJ





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sabato 9 dicembre 2017

Salmerìa 49.2017

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