giovedì 23 febbraio 2017

Cappellano militare: Una dolorosa amputazione

Non è una piacevole catarsi, ma una dolorosa amputazione; non è un distaccato allontanare l'estraneo, ma un viscerale privarsi di ciò che è mio.

Questa la vera drammaticità della lotta contro il peccato, che, si attacca alla nostra carne attraverso la forza travolgente del fascino.

Eliminare il peccato non è questione di buoni propositi, ma è un versare sangue e piangere dolore: il peccato si vince solo con il sacrificio, sapendo bruciare qualcosa di mio, finché ne rimanga solo cenere.

Chi non brucia non lotta, chi non versa sangue non sopravvive, chi non piange non vince.

Chissà se i confessionali smetteranno di essere luogo di sedute psicologiche e torneranno ad essere campo di battaglia, così da trovarvi non un centro benessere ma la porta della Salvezza.


Don Carlo Pizzocaro

mercoledì 22 febbraio 2017

Cappellano militare: Chi è Gesù?

«Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra in paradiso» [Catechismo S. Pio X].

Conoscere LUI è la ragione prima del nostro camminare, perché senza LUI all'orizzonte siamo semplicemente alcuni dei tanti dispersi.

Molte domande ci poniamo e poniamo a LUI mossi dalla Fede, ma troppo spesso dimentichiamo quella fondamentale: CHI È GESÙ??

Perché è solido come roccia solamente il cammino che sia fondato anzitutto sull'identità di Cristo.

ConoscerLo significa frequentarLo (Sacramenti), studiarLo (Rivelazione), riconoscerLo (Santi). Senza questi passi non potremo mai amarLo e nemmeno servirLo.

Piccolo proposito quaresimale: ogni sera rispondi alla domanda “CHI È GESÙ?” e annota la risposta su un quaderno. Giunti a Pasqua magari avrai qualche fioretto in meno all'attivo, ma l'incontro con il Risorto ci cambierà la vita, perché sarà finalmente l'incontro con l'Amico più caro.


Don Carlo Pizzocaro

Congedo con onore: Taxi Driver: Guida il taxi non guardare i porno

martedì 21 febbraio 2017

Cappellano militare: Chi non serve non serve

Chi incontra Cristo ha gli occhi più grandi, perché solo in LUI si spalanca il vero orizzonte della vita.

Ai discepoli che calcolano la grandezza con misure insufficienti, Gesù rompe i confini del "tra di loro", offrendo l'ampiezza del "tutti". «L’orizzonte di Gesù è sempre una proposta per la vita quotidiana [...], una proposta che fa sempre sì che la quotidianità abbia un certo sapore di eternità» [Papa Francesco].

L'eternità è un piccolo seme, che richiede al contempo le mani delicate e servizievoli di ciascuno, per essere piantato e custodito in un terreno grande quanto l'umanità intera.

Io piccolo, LUI immenso: solo gli occhi grandi possono capirlo.


Don Carlo Pizzocaro