sabato 12 dicembre 2015

Salmerìa 50.2015

Il significato pubblico del presepe: perché e come

Detto a padre Spadaro, perché Francesco intenda

La dottrina non è una «opinione» caro @antoniospadaro

Utero in affitto: così le femministe hanno svelato l’inganno

Giovanna D'Arco, un'eroina bruciata dalla Le Pen

Se la fede non diventa cultura...

Se il cardinale ecologista apre al controllo delle nascite

Creato non è sinonimo di ambiente

Contro la cultura dell'ormai

Chi dice sciocchezze disinforma anche te. Digli di smettere

Il Giubileo è iniziato. Ma i pellegrini?

Gay, Adinolfi: "Sentenza Milano anti-democratica: il popolo italiano non accetta più invasioni di campo"

Utero in affitto, aborto e diritti. Ora dico due bestemmie

L'arancia ed il ginocchio

A Marius e Ruth hanno sottratto i cinque figli perché sono «cristiani radicali»?

COP21: pagare i poveri perché restino poveri

Il Parlamento non trova l’intesa sulle adozioni gay? Niente paura, i giudici hanno già deciso che si può

Sotto una tonnellata di melassa, ecco sepolto il Natale cristiano





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Obice: Catacombe full optional

Non chiudete gli occhi e non girate la testa, sono qui per fare un'offerta imperdibile per delle persone degne di nota!

Mi sto rivolgendo proprio a te, cattolico pacifista e dialogante! 

Tu che vegeti nel fondo delle sacristie, ti trascini stancamente da un incontro all’altro, chiacchieri con la bandiera bianca incorporata, credi di cavartela dicendo che “ci sono altri modi per…”.
Tu che semplicemente sei travolto dai problemi della quotidianità e non hai tempo, pensi che tocchi sempre agli altri.
Tu che “prima o poi succederà, bisogna solo capire come e quando”.
Tu che “predicare dai tetti non è il caso”.
Tu che “è meglio fare il presepe ognuno a casa sua, per non essere una clava”.
Tu che "il ciuccio lo metto dove dice il padrone".
Tu che salvi il seme salvando te stesso.
Tu che non ti preoccupi della storia perché “quello che conta è ora”, non ti preoccupi del mondo perché “quello che conta è qui”.
Tu che “la fede è un fatto personale”.
Tu che non hai fiducia nelle strutture, nelle organizzazioni, nelle pianificazioni.
Tu che “quest'anno il presepe è nel tuo cuore”. 

Tu che "lo stato deve garantire libertà di scelta, poi se tu non vuoi fare certe cose non farle"Tu che quanto senti suonare il flauto non balli e quando senti cantare un lamento non ti batti il petto.

Vuoi vivere in una società in cui non devi dare ragione di nulla? Ho la soluzione per te! Catacombe full optional!
Queste catacombe sono il non plus ultra della tecnologia, forse nel prossimo futuro dovrete nascondervi sempre più, iniziare a chiamare le cose con un nome diverso per non essere additati e insultati, dovrete fare attenzione a cosa insegnate ai figli e controllare ciò che viene detto loro a scuola.

Non vi preoccupate, all'interno dei rifugi che vi sto offrendo niente di tutto questo sarà necessario, qui si realizzerà il sogno di un chiesa ridotta a recinto intimistico.









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lunedì 7 dicembre 2015

Lettera dal fronte: È ufficiale: il Comune sostiene la teoria gender


Palazzo civico patrocina una rappresentazione in cui spariscono i generi maschile e femminile

Maschi e femmine? Sono uguali. Non c'è differenza perché infondo basta scegliere dato che quando sei bambino puoi decidere se «diventare» uomo o donna. Senza condizionamenti e senza «indottrinamenti» in pratica come al luna park dove puoi scegliere: pesce rosso e pesce nero.

La teoria gender fa breccia a palazzo civico. La Città infatti ha deciso di dare il suo sostegno istituzionale al programma 2015-16 della «Casa del Teatro Ragazzi e Giovani», che propone spettacoli quali «Fa'afafine» storia di un«bambino-bambina» che aspira a diventare «papà-mamma».

Va in scena in replica domani, mercoledì 25 novembre (alle 10), per gli studenti delle scuole secondarie. lo spettacolo teatrale «Fa'afafine». La parola che dà il titolo allo spettacolo, in lingua samoana, definisce coloro che, sin da bambini, non si vogliono identificare in un sesso o nell'altro. 
Lo spettacolo sarà replicato venerdì 27 alle 18, con ingresso libero, ed è uno dei titoli della stagione 2015-16 della «Casa del Teatro Ragazzi e Giovani».

La Città di Torino ha concesso il proprio sostegno istituzionale a questo cartellone di spettacoli teatrali, del quale «Fa'afafine» fa parte.

Lo spettacolo, si legge sul programma ufficialmente sostenuto anche dal Comune, «è il racconto di un giorno speciale in cui un bambino-bambina diventa il papà-mamma dei suoi genitori, insegnando loro a non avere paura».

Il consigliere Silvio Magliano di Ncd è infuriato:«Questo non è il tipo di prodotto culturale al quale vorrei che il Comune desse il proprio sostegno istituzionale. 
Non spetta a Fassino, né ad altri soggetti più o meno culturali, insegnare ai giovani come comprendere le proprie inclinazioni ma è un compito della famiglia, quella in cui i figli fanno i figli e i genitori fanno i genitori.
Un conto -aggiunge- è insegnare ai ragazzi la non discriminazione e a censurare fenomeni di bullismo, un altro è arrogarsi il diritto di educare alla sessualità, questione su cui ci deve essere l'attenzione e il consenso delle famiglie. Grave è non solo il patrocinio, ma anche che a questo spettacolo si portino le scuole secondarie. Le famiglie lo sanno?».



Silvio Magliano








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domenica 6 dicembre 2015

Lettera dal fronte: Di presepi, re Magi e attributi...perduti!


Inutile ricordare come le polemiche degli ultimi giorni siano legate alla vicenda della cancellazione del Natale di Rozzano, della esclusione politicamente corretta di un certo Gesù bambino dal presepe e del licenziamento dei re Magi in favore di un trio di migranti. Senza poi citare le innumerevoli realtà anche ecclesiali (potete leggerne qui e qui) preoccupate di non offendere chi crede o pensa in modo diverso (curioso che però il tutto sia fatto senza consultare questi presunti esclusi) e che hanno provveduto celermente a minimizzare il significato cristiano del Natale.
Si è detto e ancora si dice che tutto è frutto di una malsana idea del concetto di dialogo e identità.
Sicuramente vero, ma mi permetto di aggiungere che c'è anche un problema di ignoranza prima di tutto riguardo al Natale cristiano e alla sua storia.
Giusto per chiarire alcuni punti occorre ribadire che la famiglia di Gesù non viveva di stenti (certo non navigava nell'oro come d'altronde la stragrande maggioranza della popolazione a quei tempi) infatti S. Giuseppe di Nazaret era un artigiano del legno in un'epoca in cui il 90% degli utensili era fatto con quel materiale ed era in grado di mantenere sua moglie ed eventuali figli. La sacra famiglia non stava fuggendo da un conflitto (la Palestina per quanto dominata dai romani era in pace), ma si stava recando in obbedienza alle leggi civili a registrarsi dai pubblici ufficiali. Il fatto che il parto di Gesù sia avvenuto in un ricovero per le greggi era dovuto semplicemente al fatto che Betlemme (piccolo centro in Giudea) non era attrezzato per accogliere un così grande numero di persone mobilitatesi per il censimento.
I pastori accorsi a vedere Gesù non erano straccioni bensì rappresentanti di una categoria lavorativa molto diffusa presso il mondo giudaico e cioè quella degli allevatori di ovini.
Anche questo era un lavoro più che dignitoso e che garantiva un buon sostentamento.
E che dire poi dei Magi? Anche questi non erano giunti in Palestina con l'antesignano di un odierno gommone, ma erano venuti di loro spontanea volontà, erano considerati sapienti nei loro paesi di origine, di nobile casata e di agiata condizione economica. Non a caso portarono doni di altissimo pregio.
Troppo spesso (così spesso che è divenuta un'abitudine) noi cristiani confondiamo la semplicità evangelica con la sciatteria per cui all'immagine di Gesù mite e umile di cuore deve corrispondere per forza quella di un hippie ante litteram.
Il messaggio evangelico è certamente caratterizzato dalla semplicità così che tutti (e ribadisco tutti) possano riconoscervisi, poveri in spirito e in mezzi, ricchi, potenti, servi e padroni. Non è però un messaggio da interpretare con categorie sociologiche o politiche bensì un invito rivolto al profondo dell'uomo perché possa riconosce la sua più intima vocazione. È quindi ben altro rispetto agli slogan da lotta di classe e agli inviti alla rivoluzione permanente che ci piovono addosso ormai quotidianamente.
Un esempio fra tanti possibili: Gesù parlava al cuore degli uomini, ma non era uno straccione o un "alternativo" ed infatti sul Golgota i soldati pur di non strappare la sua tunica se la giocarono ai dadi. Difficile pensare che si spartissero con tale sistema gli stracci senza valore di un condannato. Evidentemente quell'indumento aveva un certo valore. E di esempi come questo se ne potrebbero fare molti.
Se proprio vogliamo trovare qualcosa di "rivoluzionario" nel racconto evangelico...beh possiamo guardare a Maria che ci ha mostrato che amore a Dio e rispetto e accoglienza della vita sono intimamente connessi. Oppure possiamo prendere ad esempio S. Giuseppe che volle a tutti i costi difendere e proteggere la donna che amava ed il bambino (che non era suo figlio) che lei portava in grembo quando avrebbe potuto benissimo ripudiarla (la legge mosaica gliene concedeva il diritto).
Eh sì, c'è proprio da imparare da Giuseppe, figura esemplare di padre per la nostra epoca nella quale la figura paterna è stata volutamente oscurata e messa in discussione, uomo giusto (termine utilizzato per pochi nella Sacra Scrittura) e tutto di un pezzo, dotato di attributi che oggi paiono scomparsi o dimenticati in tanti, siano essi presidi, rappresentanti delle istituzioni e (purtroppo) anche pastori.


Andrea Musso





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