domenica 12 giugno 2016

Radio Monte Grappa: Alleanza Cattolica: NO al prossimo referendum sulle riforme costituzionali

Care amiche, cari amici

In tesi, di una carta costituzionale si potrebbe fare a meno. Come scriveva Joseph de Maistre, le vere costituzioni non sono scritte, ma stanno nel cuore degli uomini e nel senso comune che li unisce in una storia, facendoli diventare un popolo.
Ma dal 1789 non è così perché la divisione è penetrata dentro i popoli europei, spezzando la loro comunione. E allora servono delle costituzioni che sono il frutto di accordi fra le diverse famiglie ideologiche che sono sorte e si sono combattute nelle nazioni europee.
La nostra Carta Costituzionale nasce nel 1947 all'interno di una Assemblea costituente dove si scontrano forze ideologiche e politiche che oggi non esistono più. In questo senso meriterebbe certamente un aggiornamento.
Tuttavia l'aggiornamento previsto dalla riforma del governo Renzi e che sarà sottoposto a referendum confermativo nel prossimo ottobre va contro il buon senso.
La Costituzione del 1948 garantiva e proteggeva i corpi intermedi, in primis la famiglia, e cercava in molti modi di creare delle forme di equilibrio fra i poteri che impedissero il ripetersi di esperienze autoritarie. Per questo il potere esecutivo viene equilibrato dalla presenza di due Camere aventi eguali poteri e competenze, di diversi corpi intermedi, di un iter legislativo ponderato, forse fin troppo. Ma il senso era e rimane quello di impedire che troppo potere si concentri nelle mani di un uomo solo, come era avvenuto a partire dal 1925.
Oggi il governo Renzi va nella direzione contraria. Ha promosso una riforma a colpi di maggioranza, imponendola allo stesso suo partito. Abolite le province e il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, ridotto il Senato a un luogo di passaggio per consiglieri regionali e sindaci senza poteri, il governo accompagna la riforma a una legge elettorale, l'Italicum, che attribuisce al partito che vincesse le elezioni un premio di maggioranza del 55% dei seggi nella Camera dei deputati.
Un uomo solo al comando di un solo partito e di una sola Camera.
Quindi non si tratta di dire che la Costituzione è la più bella del mondo, ma di impedirne una riforma che concentrerebbe troppo potere nella mani di un solo uomo. Come hanno spiegato i relatori a un seminario organizzato a Roma del Centro studi Livatino venerdì 10 giugno (il Presidente emerito della Corte costituzionale Riccardo Chieppa, il prof. Felice Ancora, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico dell'Università di Cagliari e il prof. Filippo Vari, ordinario di Diritto costituzionale dell'Università europea di Roma, presentati dal vice presidente Alfredo Mantovano), si tratta di opporsi a una contrazione della democrazia e delle libertà in conseguenza di un aumento ingiustificabile del potere esecutivo.

Alleanza Cattolica darà così indicazione di votare no a questa riforma che minaccia la libertà della società di fronte al potere del governo. E questo indipendentemente da chi governi, perché è la dottrina sociale della Chiesa a insegnare il dovere di proteggere e promuovere i corpi intermedi che il Presidente del consiglio vorrebbe invece "disentermediare", come ha dichiarato lui stesso. Voterà no perché giudica negativamente ogni forma di concentrazione del potere in una sola persona. Voterà no anche perché ricorda l'arroganza con cui il capo del governo ha imposto al parlamento e agli italiani le legge sulle unioni civili, già a Costituzione invariata: modello di ciò che accadrà con le nuove norme.

Tuttavia il referendum non è l'ultima battaglia. Se vincesse il no si aprirebbero scenari politici importanti, ma non cambierebbe la crisi morale e demografica, prima che politica, in cui si trova il nostro Paese. Se vincesse il sì non smetteremo di difendere famiglia e vita di fronte al potere arrogante che cercherà di legalizzare le droghe e l'eutanasia.
In ogni caso non bisogna lasciarsi prendere né dallo scoraggiamento né dall'illusione che si possa facilmente fermare lo tsunami che sta uccidendo l'Occidente. Il mondo storico nel quale viviamo si sta spegnendo, ma muore un mondo, non il mondo. E uno nuovo sta cominciando a vedere la luce.


Marco Invernizzi





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